Comunicare un’impresa sociale

Comunicare un’impresa sociale

Project
2013
Venezia
Community, Company | Social Innovation

Processo partecipato per dare nuova veste grafica ai molteplici servizi alla persona di Co.Ge.S. Don Milani, Venezia-Mestre

Durata
2 anni

Committente
Co.Ge.S. Don Milani Società Cooperativa Sociale

Con
Sebastiano Girardi Studio, illustrazioni e grafica
Gaspare Caliri, content analysis

Partecipanti
Equipe dei servizi Co.Ge.S. Don Milani

Finanziamento
Privato

Approfondimenti
Gruppo Coges Don Milani

E se imparare a comunicare fosse già prendersi cura? Dalla consapevolezza interna a una visione coordinata.


In alcuni settori la contingenza è così alta che comunicare passa inevitabilmente in secondo piano. È ciò che accade nei servizi sociosanitari. Chi lavora ogni giorno accanto a persone fragili difficilmente può distogliere lo sguardo dalle loro esigenze; e spesso all’interno dell’organizzazione non sono presenti competenze strutturate di comunicazione e marketing.

Nel 2013 è Coges don Milani, storica realtà del privato sociale in Veneto, a chiedermi di affrontare questo nodo. Il mio primo sguardo è esterno: osservo una cooperativa ricca di servizi diffusi sul territorio e attivi nelle reti di welfare italiane, ma difficilmente riconducibili a un’unica identità. Logotipi diversi, font e colori differenti, indirizzi e canali digitali non coordinati. Nessuna relazione estetica, nessuna visione comune.

A partire da qui si apre un dialogo con la committenza sul valore intrinseco della comunicazione: non solo strumento, ma relazione essa stessa. Definiamo insieme lo scopo dell’intervento: attivare un processo interno partecipato che sia, allo stesso tempo, modalità di ascolto e percorso di consapevolezza sul senso e sulla pratica del comunicare. Distinguendo chiaramente tre livelli di comunicazione:

  1. Interna alle singole équipe di servizio;
  2. Esterna del singolo servizio;
  3. Esterna dell’intera organizzazione.
Questionario sulle esigenze comunicative

Dopo un primo incontro di conoscenza e condivisione, elaboro e somministro un questionario ai 15 responsabili di servizio, snodo tra organizzazione e singole équipe.
Indago strumenti in uso, bisogni comunicativi, percezione generale della comunicazione e della sua utilità, uso dei canali digitali, relazione con l’utenza, aspettative qualitative. La restituzione dei risultati produce un effetto inatteso e potente: emerge una fotografia che, insieme, decidiamo di nominare “grado zero della comunicazione”. Ma insieme al vuoto affiora anche una tensione condivisa a colmarlo: formarsi, coordinarsi, raccontarsi con maggiore consapevolezza, dare forma alla propria identità.

Content Analysis

L’analisi dei dati mette in luce la natura molteplice di Coges don Milani e quindi la diversità delle esigenze comunicative dei singoli servizi. Tuttavia, sotto questa pluralità, riconosco una linea comune: i valori. È lì che intravedo l’embrione di una strategia.

Dai focus emergono necessità molto concrete: dalla digitalizzazione delle agende di équipe alla scelta di software dedicati per la gestione dei servizi più complessi. Un dato è particolarmente significativo: l’87% degli intervistati ritiene necessario acquisire maggiori competenze nella gestione di sito web, servizi online interattivi, blogging e social media marketing; l’80% riconosce all’interno della propria équipe almeno una persona interessata a formarsi in questo ambito.

Resta però aperta la questione più delicata e coinvolgente: come dare un’immagine coordinata a un’identità così articolata?

Visual Identity

Il percorso partecipato consegna elementi chiave per la definizione di un sistema di identità condiviso.
Il valore predominante che emerge è la relazione tra la natura sociale della cooperativa — cura dell’utente, accoglienza, dimensione educativa — e il posizionamento professionale dei servizi, fondato su metodo e rigore scientifico.
È questa relazione a unire la comunicazione dei singoli servizi con quella dell’intera organizzazione. È qui che si rende visibile lo sguardo al futuro, la dinamicità, la capacità di evolvere. Da questo processo nasce la co-progettazione della prima immagine coordinata dei servizi Coges, insieme allo Studio Girardi.

Centro Soranzo

Il passo successivo riguarda uno dei servizi di punta: Centro Soranzo, residenza terapeutica per la cura delle dipendenze, situata nell’area dell’ex Forte Rossarol a Tessera. Nel 2014 il Centro è oggetto di un importante intervento di restyling architettonico e risanamento energetico. Colgo questa occasione come possibilità rara: incarnare i valori della cooperativa nello spazio fisico e far sì che l’ambiente stesso diventi dispositivo comunicativo. Da questa azione nascerà poi il progetto Spazio che Cura.
Nella comunicazione esterna riprendo il valore sociale-professionale emerso nel percorso partecipato e lo traduco in una linea chiara, articolata su due registri: divulgativo e specialistico.

All’interno della residenza, invece, lavoro sul linguaggio visivo: le icone Soranzo introducono una nota di ironia che capovolge la prospettiva e invita — prima di tutto mentalmente — a cambiare direzione.