Welcome to Venice
Welfare marittimo a Venezia
Realizzato per il programma URBAN ITALIA – azione “Apriamo i Muri” del Comune di Venezia
Durata
4 anni
Promotore
Stella Maris’ Friends Associazione di Promozione Sociale
Comune di Venezia – Direzione Relazioni Internazionali e Politiche Comunitarie
Con
Autorità Portuale di Venezia | Soci dell’Associazione Stella Maris’ Friends e Soci della Cooperativa Passport | Roberta Cianciola, avvocato | Valentina Longo, sociologa | Arbau Studio – Marta Baretti e Sara Carbonera | Cristina Zanato, grafic designer | Diego Segatto, digital designer | Erol Kahveci, sociologo – Dipartimento di Sociologia del Mare-Università di Cardiff (UK)
Partecipanti
Marittimi in transito nei Porti di Venezia | Operatori dei Porti di Venezia | Abitanti di Venezia e terraferma
Azioni di progetto
Politiche in Onda -Workshop internazionale
L’invisibile società del mare -Laboratorio di osservazione
Un mare di gente -Evento pubblico in città
Il Porto fa squadra -Evento pubblico al porto turistico
Stella Maris’ Friends Associazione – Fondazione
PASSPORT -Incubazione d’impresa per il welfare marittimo
Uomo in Mare! Terra in Vista! Evento pubblico in città
Partnership
Co.Ge.S. Don Milani Società Cooperativa Sociale
ITF/International Transport Workers’ Federation
Finanziamento
Pubblico | Privato
Programma Comunitario URBAN ITALIA
Approfondimenti
Salvagente – Il Giornale di Politiche in Onda
Stella Maris’ Friends- Facilities and Services Map
Insula Informa – Speciale Urban Italia
Venezia, con la sua storia eccellente di Repubblica Marinara, oggi sembra essersi dimenticata dei lavoratori marittimi. Come riattivare il welfare marittimo a Venezia? Quale rete possibile?
Welcome to Venice è stato un intervento corposo, durato quattro anni, e allo stesso tempo il fulcro di una più ampia linea progettuale sul tema sociale dei lavoratori marittimi, iniziata l’anno precedente con i progetti 100 giorni di MS3 e Porto una Nuova Città, nella terraferma veneziana.
Un processo che mi ha portato in contatto con centri di ricerca, reti e organizzazioni di welfare internazionali, come il Dipartimento di Sociologia del Mare Università di Cardiff (UK), e l’ITF/International Transport Workers’ Federation, il sindacato dei marittimi; l’Apostolato del Mare e le reti mondiali di welfare marittimo. Un tema globale che mi ha portato nei porti italiani, europei e sudamericani, e infine a Panama (strategico passaggio marittimo) con il progetto Relation:Ships Vivir el Litoral e Mapping Territories.
Questo diagramma disegna dell’intera linea progettuale che chiamo TERRA-MARE: mette a sistema le direzioni progettuali, le azioni pubbliche realizzate, gli eventi contestuali, gli incontri e i soggetti coinvolti (pubblici e privati, singoli e gruppi) ed esposto nel 2003, in occasione della mostra “Arte Pubblica in Italia: lo spazio delle relazioni” a cura di Anna Detheridge, tenutasi alla Fondazione Pistoletto, come parte della rassegna “Arte al centro di una trasformazione sociale responsabile”.
Ma ora torniamo ai porti di Venezia.
Durante l’osservazione partecipata della terraferma, nei 100 giorni di MS3, il passaparola mi ha portata ad incontrare don Mario Cisotto, allora Cappellano del Porto, che con pochi volontari dava assistenza (non solo spirituale) ai lavoratori marittimi.
Il suo racconto ha aperto uno squarcio inatteso e sconcertante sulla città lagunare: ogni anno, oltre 200.000 marittimi approdano nei porti di Venezia e non c’è alcun servizio di accoglienza strutturato, come previsto invece dalle convenzioni e raccomandazioni internazionali dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dell’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO).
Don Mario ci fa conoscere le condizioni dei lavoratori marittimi: la vita nelle “scatole di ferro”, le bandiere ombra, le navi abbindolate con l’equipaggio a bordo, la black list per gli insubordinati… e la mancanza dei servizi di accoglienza nei porti.
Chi lavora sulle navi, in media per 3-4 mesi consecutivi, può scendere a terra solo per poche ore e solo quando le legislazioni nazionali lo permettono. Al porto commerciale di Marghera le banchine chilometriche sono pensate esclusivamente per le merci: una logistica che non considera la presenza umana.
Sono spazi interdetti alla cittadinanza: nessun collegamento al trasporto pubblico, nessun luogo di incontro e accesso ai servizi essenziali per i marittimi, come comunicare con la famiglia (in nave spesso non è permesso), andare dal medico, fare una transizione di denaro, praticare il proprio culto, o semplicemente camminare in città.
Emerge una nuova visione: una città invisibile dentro la città, priva di diritti, servizi, relazioni. Una frattura tra la città di Venezia e il mondo del mare.
Se durante i 100 giorni di MS3 avevamo svelato alla città questa impercettibile realtà, la situazione contingente richiedeva un intervento radicale e articolato: don Mario mi chiede di aiutarlo a creare un centro di accoglienza, una Stella Maris nei porti veneziani e aprire un dialogo con l’Autorità Portuale.
Dalla difficoltà alla responsabilità collettiva: la fondazione
Prima azione strutturale. Con il coinvolgimento dell’Autorità Portuale di Venezia è fondata l’Associazione Stella Maris’ Friends, prima realtà laica nella rete internazionale, come spin-off istituzionale operante nel welfare ai marittimi.
Stella Maris’ Friends è associazione iscritta all’Albo delle Associazioni di Promozione Sociale della Regione Veneto ed è membro permanente dell’ICSW/International Committee on Seafarers Welfare. Tra i soci fondatori: l’Autorità Portuale di Venezia, associazioni culturali – tra cui ARTWAY OF THINKING- singoli professionisti e volontari. Svolge tuttora attività di utilità sociale rivolte alla gente di mare di qualunque razza, nazionalità o religione appartenga, nei settori dell’assistenza sociale, sociosanitaria, della ricerca, della formazione, della promozione e tutela dei diritti civili.
Il lavoro dell’associazione è stato il presupposto fondamentale per aggiungere “i lavoratori marittimi” all’elenco regionale delle categorie dei soggetti di welfare, attraverso una richiesta al TAR.
Successivamente, viene fondata la Cooperativa PassPort, il braccio operativo dell’APS, per offrire servizi concreti e continuativi ai marittimi in transito nei porti veneziani. Per formare i nuovi operatori, PassPort è stata oggetto di incubazione d’impresa in seno ad una storica realtà locale del terzo settore: la Società Cooperativa Sociale COGES don Milani.
Seamens’ Club nei porti veneziani
Con il supporto finanziario dell’ITF/ International Transport Workers’ Federation, inizia la progettazione per l’apertura di due centri di accoglienza, Seamens’ Club, come indicato dalle raccomandazioni internazionali. L’Autorità Portuale mette a disposizione il Fabbricato 255 al porto turistico di Venezia, e successivamente il Comune di Venezia offrirà un secondo edificio in via Fratelli Bandiera, per realizzare un secondo seamens’ club per i marittimi che sbarcano al porto commerciale di Marghera.
Viene eseguito il restyling architettonico degli spazi, completo di nuovi arredi e partono i primi servizi. Nei seamens’club, i marittimi in transitano posso trovare un’accoglienza familiare, computer in rete a disposizione, ricariche per i cellulari (molto richieste), una libreria per lo scambio libri, essenziali prodotti alimentari e per l’igiene personale, consulenza legale e assistenza medica, servizi di trasporto per raggiungere il centro città.
Gli operatori della PassPort si turnano per offrire il servizio 24 ore su 24 e presto attivano un servizio navetta per raggiunge i marittimi direttamente in nave, non dimenticando quelli che non hanno il permesso di sbarcare a terra.
Apriamo i Muri: la relazione con la città
Con il finanziamento del Programma Comunitario URBAN ITALIA Apriamo i Muri assegnato al Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Comunitarie, Welcome to Venice esce dal porto, e attiva un processo di promozione sociale e culturale capace di abbattere muri fisici, sociali e culturali tra porto e città. L’associazione Stella Maris’ Friends, partner del progetto, interviene con un programma di azioni pubbliche che prevedono la diretta partecipazione dei cittadini.
AZIONI PUBBLICHE
Risaldare una frattura
Welcome to Venice è stato anche un momento di riflessione sul ruolo dell’artista, e sulla sua capacità di leggere la complessità urbana con sensibilità, cogliendo disarmonie e potenzialità ancora inespresse. Attraverso questo processo aperto e partecipativo, la governance della città e dei suoi porti ha integrato una parte profonda di se stessa, dimostrando come queste forma d’arte, e la creatività che immette quando entra nei processi reali, possono generare anche infrastrutture e servizi, creando durature relazioni tra le parti sociali.
Quando i Seamen’s Club sono diventati luoghi di incontro tra cittadini e marittimi, quando sono stati attivati i trasporti gratuiti per portare gli equipaggi in città, quando una classe di liceali si è presa cura di un equipaggio abbandonato e confinato per mesi nella nave abbandonata al porto, e quando Venezia unita ha celebrato il World Maritime Day come una festa cittadina… la frattura si è risaldata. Non tutti i problemi sono risolti, ma una parte di Venezia è tornata a riconoscersi.















































