Ginestra Fabbrica della Conoscenza
ex-Filanda La Ginestra, Montevarchi (AR)
Direzione artistica della start up del nuovo polo culturale Ginestra Fabbrica della Conoscenza
Durata
4 anni
Committente
Comune di Montevarchi
Promotore
Regione Toscana TRA ART Rete Regionale per l’Arte Contemporanea | Provincia di Arezzo
Con
Love Difference associazione | MACMA associazione | Snark Space Making associazione
e con (per il Comune di Montevarchi)
Paolo Martinino, consulente per le politiche sociali
Luciana Consumati, dirigente Ufficio Cultura
Chiara Galli, assessore alla Cultura
Giorgio Valenti, Sindaco
Consulenza Servizi Bibliotecari
Maurizio Vivarelli
Collaborazioni
Linkin People Experiences | Diversi Uguali | Kanterstrasse Teatro | Festina Lente
Partecipanti
Equipe della Biblioteca Comunale | Abitanti di Montevarchi, associazioni, gruppi informali e stakeholder del Valdarno | Giovani laureati e laureandi iscritti al workshop Nuove GenerAzioni 2011 | Giovani grafici iscritti al workshop Identità dinamiche | Giovani e gruppi informali iscritti al workshop Creative Net | Giovani iscritti al workshop Giovani Partecipazioni
Finanziamento
Pubblico
Attività
Giovani Partecipazioni
Che ci faccio qui? Lab Teatrale
Identità dinamiche (pag) e Disegni Urbani
Giovani Sguardi
Identità al Centro (pag)
Il centro che vorrei
Identità in trasformazione
Il Processo di Kafka
Nuove GenerAzioni 2011 (pag)
Creative Net (pag)
Cultus (pag)
Surfing Places – ospitalità diffusa
Terzo Paradiso. Incontro con l’artista
Trasformazione (pag)
Pouf (pag)
Il Cinema del Reale
PassaNota
Cultour
GOL – Piattaforma di competenze peer to peer
Tavolo Tecnico per La Ginestra
Quando l’immaginario diventa reale.
Un processo partecipativo può dirsi riuscito quando il committente e la comunità che vi hanno preso parte trovano il proprio passo per proseguire autonomamente. Nel raccontare questa esperienza parto dal presente.
Oggi Ginestra Fabbrica della Conoscenza, a Montevarchi, è una Biblioteca: uno spazio laboratoriale rivolto ai cittadini che desiderano fare esperienza partendo dal libro come stimolo di confronto e crescita. Una direzione chiara e sostenibile per l’amministrazione. Ma non esaustiva rispetto al potenziale e alla vocazione emersi dal processo partecipativo che ho accompagnato, che vedeva La Ginestra, oltre che biblioteca, uno “spazio produttivo, chiamato per sua natura a raccogliere, accogliere, integrare, produrre e restituire innovazione“. Un luogo dove sperimentare i linguaggi del contemporaneo.
Forse un giorno questo accadrà. Ancora oggi, infatti, in quell’area d’Italia manca una realtà rivolta ai giovani che desiderano innovare e sperimentare attraverso la propria creatività, ibridando i linguaggi del contemporaneo e la collaborazione per contribuire alla costruzione di un futuro condiviso.
La memoria come bene comune.
Prima di raccontare le azioni realizzate in questo percorso voglio fare una riflessione che ritengo utile per chi fa questo meraviglioso lavoro. I processi partecipativi sono, per loro natura, immateriali, fragili, vivi.
Non producono solo risultati, ma relazioni, linguaggi, immaginari condivisi. Proprio per questo, la loro memoria non può essere considerata accessoria. Nel caso di Ginestra Fabbrica della Conoscenza, le esperienze sviluppate tra il 2005 e il 2011 – trentasei processi partecipativi costruiti insieme ai cittadini – erano raccolte in un archivio digitale pubblico, www.ginestrafabbricadellaconoscenza.it, realizzato con risorse pubbliche, come restituzione alla comunità del lavoro svolto insieme. La sua cancellazione, avvenuta nel 2013, ha comportato la perdita di una parte significativa della memoria collettiva di quel territorio. Raccontare oggi questa esperienza significa assumersi una responsabilità più ampia: riconoscere che la continuità amministrativa non coincide sempre con la continuità culturale e che è necessario dotarsi di strumenti capaci di tutelare la memoria dei processi partecipativi al di là delle alternanze politiche. È auspicabile che enti pubblici, progettisti e comunità si dotino di protocolli, convenzioni o dispositivi normativi che riconoscano gli archivi dei processi partecipativi come beni comuni: non cancellabili, accessibili nel tempo, affinché ciò che è stato costruito insieme possa continuare a generare senso, apprendimento e futuro.
È paradossale che un luogo come una biblioteca, nata per custodire e condividere la memoria scritta, non abbia avuto la stessa cura nel preservare la memoria del proprio nascere e delle ragioni che l’hanno generata.
Workshop NuoveGenerAzioni 2010
Da Cantieri la Ginestra a Ginestra Fabbrica della Conoscenza.
Con l’auspicio sopra citato, ricostruisco il percorso che ha portato dai Cantieri la Ginestra a Ginestra Fabbrica della Conoscenza, condividendo materiali visivi e documentali provenienti dal mio archivio personale, come tracce di un processo collettivo che ha attraversato più anni e più visioni.
Nel 2009, dopo tre anni dalla fine del progetto Cantieri La Ginestra, Luciana Consumati, allora Dirigente alla Cultura del Comune di Montevarchi, mi contatta per condividere con me un desiderio profondo: “Prima di andare in pensione, desidero che La Ginestra, qualunque forma prenderà, diventi un’identità culturale attiva nel territorio”.
È doveroso riconoscere la resilienza e la passione che hanno sostenuto questo percorso: quelle di Luciana Consumati, della funzionaria Anna Bracciolini, dell’Assessore Chiara Galli e dell’allora Sindaco Giorgio Valentini. È anche grazie alla loro visione e continuità se oggi Ginestra Fabbrica della Conoscenza è una realtà culturale viva nel territorio del Valdarno. Dal dialogo emerge subito una consapevolezza chiara: non è possibile inventare una strada in solitaria. Quella strada andava costruita insieme alle persone che avevano già creduto e investito in quel sogno. Nasce così il Tavolo Multidisciplinare per La Ginestra: amministratori, tecnici, esperti del mondo della cultura e dell’economia vengono invitati a partecipare a un percorso esperienziale all’interno della Ginestra. Attraverso gli strumenti della CO-CREATION METHODOLOGY, i partecipanti sono invitati a vivere lo spazio, condividendo storie, pratiche e visioni personali, fino ad arrivare alla definizione di una visione collettiva e alla messa a terra di strategie operative. Queste linee guida diventeranno il passaggio concreto dai Cantieri La Ginestra a Ginestra Fabbrica della Conoscenza.

Consultando i miei archivi ho ritrovato la delibera comunale con cui il processo prende formalmente avvio. Condivido questo documento perché trovo straordinari il coraggio delle parole e la lucidità narrativa con cui un Ente Pubblico descrive ciò che intende fare, assumendosi una chiara responsabilità rispetto al futuro del luogo.
tenuto conto: che tra le varie azioni previste dal progetto “Utopia, luoghi, pratiche artistiche e trasformazioni sociali” si intende dare avvio al percorso “da utopia a processo reale” attivando presso i Cantieri La Ginestra un primo laboratorio multidisciplinare formato da esperti, da rappresentanti della Regione e del Comune che, sulla base della visione sviluppatasi in questi anni della Ginestra come luogo dove incrociare diverse funzioni e servizi culturali, situato tra economia e territorio in sinergia con altre istituzioni culturali della provincia e della Regione, lavori alla definizione delle funzioni, degli spazi e degli strumenti di governance della Ginestra;
che l’Amministrazione comunale ha individuato quale coordinatore del progetto di formazione l’Associazione culturale Artway of Thinking di Venezia, già collaboratrice del Comune nella conduzione del workshop “Nuove Generazioni (2005)” volto a definire una vocazione del nuovo polo della Ginestra e una prima immagine della sua identità formale in termini contemporanei.
I risultati del lavoro del tavolo multidisciplinare sono raccolti in due documenti: Cantieri La Ginestra. Raccolta di documenti per la Giunta Comunale di Luciana Consumati e Tavolo Multidisciplinare per La Ginestra di ARTWAY OF THINKING.
Workshop NuoveGenerAzioni 2011
