Cross Meeting e Creative Net 2

Cross Meeting e Creative Net 2

Experiential workshop
2012
Montevarchi (AR)
Territory, Urban | Cultural driven, Policy making, Netting

Creazione di un network di giovani creativi per co-progettare nuovi programmi e politiche culturali in città.

Durata
8 mesi
Creative Net Cross Meeting: 4 incontri
Creative Net Workshop: 5 moduli da 3 giorni

Committente
Comune di Montevarchi

Promotore
Regione Toscana

Con
Evelyne Bonazza e Chiara Cardinali

e
Bistrò | Diversi Uguali | Festina Lente | Linking People Experience | Love Difference | Macma | Kanterstrasse | Snark

Interventi nel workshop
Irene Sanesi, Studio Sanesi & Associati | Alessandro Grella e Gianluca Sabena – Izmo |  Emilio Fantin, artista | Cesare Pietoiusti, artista | Gianni Sinni -LCD comunicazione | Stefano Schiavo -Sharazad | Silvia Piazzesi, cultural designer and manager

Partnership
Dolc’è Pasticceria, San Giovanni Valdarno

Partecipanti
Creative Net workshop: 31
Creative Net Cross Meeting: 32 (individui e gruppi)

Finanziamento
Pubblico

Approfondimenti
Flyer presentazione Creative Net
Programma del workshop

Come si sviluppano gli immaginari collettivi? Quale relazione tra i co-autori? È possibile iniziare a co-creare senza conoscersi? Qual è il piano di lavoro comune? Posso ampliare il campo percettivo? E la mia capacità di collaborare?

Basato sull’imparare facendo, il workshop esplora il fattore C, ovvero la forza che unisce un gruppo di lavoro e lo rende coeso verso un’impresa condivisa e solidale (Luis Razeto, economista). In particolare, esplora la dimensione della creatività e la capacità di creare insieme, considerando la creatività un’energia che tutti possiedono, che s’intreccia con le risorse materiali disponibili, i talenti, le competenze e le personalità dei partecipanti.

Co-Creare si focalizza su due delle quattro fasi di processo del diagramma di co-creazione: osservazione e co-generazione, dove prende forza la relazione tra individui, e tra gruppo e contesto considerato, nonché la consapevolezza del proprio contributo nell’insieme.

Co-Creare si focalizza su due delle quattro fasi di processo del diagramma di co-creazione: osservazione e co-generazione, dove prende forza la relazione tra individui, e tra gruppo e contesto considerato, nonché la consapevolezza del proprio contributo nell’insieme.
Il percorso inizia dalla dimensione del Sé, per poi passare a quella dell’ambiente circostante. Il primo gruppo in gioco è infatti quello interiore: il multi-io fatto di attitudini e talenti, punti di vista, sentimenti, abitudini e istinto, che è dentro ogni corpo e qui trova spazio per essere svelato, soprattutto ai propri occhi. Sono le prime risorse immateriali che si mettono in comune: è la ricchezza portata dalla diversità e allo stesso tempo è apertura alla complessità dell’essere.

Partendo dal proprio singolare modo di vedere il mondo, i partecipanti sperimentano pratiche percettive e di osservazione partecipata, che già aprono un immaginario sul contesto: se fatta con consapevolezza, la fase di osservazione può diventare la più divertente e sorprendente del processo creativo collettivo.
Esplorazioni e sguardi inusuali, dialoghi-interviste con gli abitanti, nuove possibili relazioni tra elementi di un territorio, potenzialità emergenti, sensazioni, intuizioni… sono poi elaborate dal gruppo nella fase di co-generazione: una sorta di spazio attrezzato, dove allenare la nostra creatività, le capacità di cooperare, ascoltare e dialogare includendo i contributi degli altri. L’ostacolo è la solita egoica convinzione comune per cui “la propria idea, il proprio punto di vista è migliore di quello degli altri”.

Partendo dal proprio singolare modo di vedere il mondo, i partecipanti sperimentano pratiche percettive e di osservazione partecipata, che già aprono un immaginario sul contesto: se fatta con consapevolezza, la fase di osservazione può diventare la più divertente e sorprendente del processo creativo collettivo.
Esplorazioni e sguardi inusuali, dialoghi-interviste con gli abitanti, nuove possibili relazioni tra elementi di un territorio, potenzialità emergenti, sensazioni, intuizioni… sono poi elaborate dal gruppo nella fase di co-generazione: una sorta di spazio attrezzato, dove allenare la nostra creatività, le capacità di cooperare, ascoltare e dialogare includendo i contributi degli altri. L’ostacolo è la solita egoica convinzione comune per cui “la propria idea, il proprio punto di vista è migliore di quello degli altri”.

Partendo dal proprio singolare modo di vedere il mondo, i partecipanti sperimentano pratiche percettive e di osservazione partecipata, che già aprono un immaginario sul contesto: se fatta con consapevolezza, la fase di osservazione può diventare la più divertente e sorprendente del processo creativo collettivo.
Esplorazioni e sguardi inusuali, dialoghi-interviste con gli abitanti, nuove possibili relazioni tra elementi di un territorio, potenzialità emergenti, sensazioni, intuizioni… sono poi elaborate dal gruppo nella fase di co-generazione: una sorta di spazio attrezzato, dove allenare la nostra creatività, le capacità di cooperare, ascoltare e dialogare includendo i contributi degli altri. L’ostacolo è la solita egoica convinzione comune per cui “la propria idea, il proprio punto di vista è migliore di quello degli altri”.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

A terra, iguane, un serpente tanto bello quanto minaccioso, regali orchidee tra fiori e foglie dalle più svariate forme e colori; grandi, piccoli e piccolissimi uccelli… un armonico biosistema di cui l’umanità ha perso i codici di relazione. Mi sento un’intrusa. Quando abbiamo interrotto questo legame con la natura selvaggia? C’è ancora modo di risaldarlo? Fino a che punto?

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Nel dare valore alla creatività del singolo, Co-Creare si traduce in una creazione collettiva in cui è “inutile distinguere i singoli apporti perché il capolavoro consiste proprio nell’insieme”.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Co-Creare si pone l’obiettivo di sperimentare un processo di co-creazione armonico ed efficace nel produrre immaginari condivisi. Si rivolge sia a gruppi di lavoro preesistenti, sia a nuove aggregazioni, formali o informali. Nel dare valore alla creatività del singolo, Co-Creare si traduce in una creazione collettiva in cui è “inutile distinguere i singoli apporti perché il capolavoro consiste proprio nell’insieme”.

Immerso in un campo sensibile ampliato -dando valore a intuito, empatia e sogno vigile- il gruppo riorganizza le osservazioni raccolte dai singoli: elenca, tematizza, sistematizza i dati oggettivi e percettivi, confronta le esperienze vissute e le impressioni avute. Realizza così una prima mappatura: il materiale su cui elaborare possibili nuovi scenari condivisi, che in un secondo momento potranno svilupparsi in veri e propri progetti d’intervento o/e processi di cambiamento.
Nel percorso, prima o poi, si giunge -sempre inconsapevoli- a vivere un sentimento comune: è questo sentire a dirigere il gruppo nella creazione della nuova opera collettiva.

Co-Creare si pone l’obiettivo di sperimentare un processo di co-creazione armonico ed efficace nel produrre immaginari condivisi. Si rivolge sia a gruppi di lavoro preesistenti, sia a nuove aggregazioni, formali o informali. Nel dare valore alla creatività del singolo, Co-Creare si traduce in una creazione collettiva in cui è “inutile distinguere i singoli apporti perché il capolavoro consiste proprio nell’insieme”.