Appunti Visivi
Gesto, Simbolo, Sostenibilità
Workshop per individuare le linee guida delle future edizioni del Premio Lissone Design.
Museo d’Arte Contemporanea di Lissone
30 marzo – 01 aprile 2012
Promotori
Città di Lissone- Assessorato alla Cultura
MAC Lissone Museo del Design
Ideazione e coordinamento
Cittadellarte – Fondazione Pistoletto
Love Difference – Fondazione Pistoletto
con
artway of thinking
Snark Space Making
Finanziamento
Pubblico
Interventi
artway of thinking
Avanzi. Sostenibilità per Azioni
CUBE Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica
Osservatorio Colore
Partecipanti
30 personalità tra artigiani, designer, architetti, psicologi, manager, educatori, comunicatori, artisti, operatori museali
Approfondimenti
Comune di Lissone -presentazione del progetto
Comunicato stampa
Quali responsabilità ha un designer che mette al mondo il nuovo?
“Non siamo noi a usare gli strumenti: sono gli strumenti a usare noi.” – scriveva Marshall McLuhan. Ogni oggetto che progettiamo porta con sé un’intenzione, ma anche conseguenze che spesso non prevediamo. La responsabilità del gesto creativo non finisce mai con la produzione, ma continua nel tempo, nello spazio, nelle mani di chi quell’oggetto lo userà, lo trasformerà o lo getterà via.
In un modo o nell’altro, lungo il cammino della vita tutti noi ci chiediamo perché facciamo ciò che facciamo. La domanda diventa ancora più pertinente quando, con i nostri gesti e il nostro pensiero creativo, mettiamo nel mondo oggetti, sistemi e idee che influenzano la vita degli altri e l’ambiente in cui con-viviamo.
A Lissone, attorno al Tavolo del Mediterraneo di Michelangelo Pistoletto, il workshop Appunti Visivi ha riunito, attraverso una open call, 30 personalità – artigiani, industrial e social designer, architetti, psicologi, manager, artisti e operatori museali – per riflettere insieme su tre piani del design che spesso vediamo separati e che invece sono intrecciati: la responsabilità del gesto – la dimensione narrativa dell’oggetto – la sostenibilità del processo produttivo.
L’obiettivo era contribuire allo sviluppo di nuove visioni sulla produzione degli oggetti di design e del mobile d’arredo: un settore che in Italia ha una importante tradizione e, proprio per questo, una grande responsabilità verso il futuro.
La scelta di ritrovarci attorno al Tavolo del Mediterraneo di Michelangelo Pistoletto non è stata estetica, ma simbolica. Non ci sono capotavola, non ci sono gerarchie: già con sua forma l’opera afferma e invita a stare insieme in un certo modo.
Nella pagina Facebook di Appunti Visivi, Maria Chiara Pieraccini al tempo ha lasciato un post con un pensiero di Luigi Zoja che, a mio avviso, sintetizza il cuore del discorso di quei tre giorni: “Giustizia e Bellezza. Per la mentalità moderna, la distinzione tra etica ed estetica è chiara. L’estetica può rimanere personale e relativa. L’etica ha scopi universali. Possiamo sottrarci all’estetica ma non all’etica. I Greci, ai quali dobbiamo i due concetti, si sarebbero opposti a questa separazione. Non avevano codici per definire bellezza e rettitudine. Ma esisteva un consenso generale su entrambi, e anche sul fatto che erano intimamente legati. Erano due facce della stessa qualità: la virtù, l’eccellenza.”
È una citazione che non chiude il discorso, ma lo apre. Perché se bellezza e responsabilità sono facce della stessa medaglia, allora ogni oggetto messo al mondo è anche un atto etico e chi lo progetta non può fingere di non saperlo.




















